DVG Stories

Il fotografo spesso ha un compito amaro: quello di dover fare il proprio lavoro anche quando il cuore ti direbbe di fermarti. Dev’essere stato così anche il 12 maggio 1977, esattamente 40 anni fa, quando alle 19.55 Giorgiana Masi fu colpita da un proiettile in pieno addome sul ponte Garibaldi, perdendo la vita a soli 19 anni.

Giorgiana era una studentessa che stava partecipando a una manifestazione pacifica indetta dai radicali. Alla protesta, però, si erano uniti anche membri della sinistra extraparlamentare e in particolare di Autonomia Operaia, questi ultimi probabilmente armati. In quegli anni bastava poco a trasformare le strade in barricate e andò così anche in quel pomeriggio del 12 maggio.

Giorgiana Masi, emblema dei giovani che avevano voglia di far sentire la loro voce e di lottare in maniera pacifica per i loro ideali, fu una delle tante vittime di quella stagione di violenze, iniziata nel ’68 e culminata proprio in quel 1977.

Anche Marcello Geppetti era lì, quel giorno, in quel quadrilatero di strade vicino Trastevere, rivelatosi poi maledetto. Era lì per fotografare quella pagina nera della storia d’Italia, una pagina rimasta avvolta nel mistero, che ancora oggi ci fa sentire il peso della sua responsabilità.

 

 

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