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Solo una decina di giorni fa era sul palco della London’s Royal Festival Hall, inguainata in un abito argentato, a presentare i Bafta Tv Awards, gli Oscar della televisione inglese, mentre ieri twittava una sua foto dal Chelsea Flowers Show, elegantissima tra i fiori in una mise bianca e rosa: guardandola è difficile pensare che sia stata scattata un giorno prima del suo compleanno, un genetliaco da 84 candeline.
Dame Joan Collins è nata a londra il 23 maggio 1933, ha interpretato oltre 60 film, è apparsa in centinaia di show televisivi – tra cui la serie Dynasty, che le è valsa il Golden Globe nell’83 – e il suo ultimo film come protagonista, The Time of Their Lives, è uscito in Gran Bretagna il 10 marzo scorso. Una commedia brillante, dove indossa i panni di una ex bellezza di Hollywood che vive in una casa di riposo a Londra: una terza età decisamente diversa dalla sua, che la vede ancora attiva professionalmente, presente sui social e in rete con un curatissimo sito personale e sposata con il manager teatrale Percy Gibson, di 32 anni più giovane, che per lei ha piantato in asso la moglie una quindicina di anni fa. È il suo quinto marito.
Il primo passaggio stellare di Joan Collins a Roma è datato 1960, l’anno in cui a Cinecittà è stato girato Ester e il re, con la regia di Raoul Walsh e molte sequenze dirette da Mario Bava. Protagonista sul set ma anche per le strade della Capitale, la Collins è stata immortalata da Marcello Geppetti nel fulgore della sua bellezza a piazza di Spagna, in una bella sequenza di posati, ma anche seguita nei suoi vagabondaggi in città, diurni e notturni, che la vedono in primo piano nella Dolce Vita romana anche l’anno seguente, come mostra la foto che la ritrae in un bar in compagnia di Jack Lemmon e Robert Wagner, in un scintillante abito da sera.
È del 1961 anche lo scatto in cui Geppetti la fotografa insieme a Warren Beatty, con il quale all’epoca aveva avuto un’intensa relazione. Due anni fa, a Beverly Hills, sono state vendute all’asta le lettere che Beatty aveva scritto alla Collins: 82 missive d’amore dove la chiamava affettuosamente “bird”, scritte e inviate per la maggior parte nel periodo in cui lei si trovava a Roma a girare nei panni di Ester. Vivevano insieme nell’appartamento di Paul Newman a New York quando il giovane attore, che proprio allora era impegnato nelle riprese del suo primo film, Splendore nell’erba, le chiese di sposarlo, ma la partenza della Collins per Roma e poi, a breve, il crescente successo di Beatty, sempre al centro di pettegolezzi scottanti, fecero naufragare il fidanzamento.

Ma fu merito della Collins, allora attrice già affermata, se Beatty fu notato ed ebbe il suo primo ingaggio con Elia Kazan: il giovanissimo attore doveva molto alle apparizioni accanto alla famosa fidanzata, sotto i riflettori e davanti ai flash dei fotografi, come quella nella celebre foto di Geppetti, nell’aprile del 1961, a Roma.
Testo di Simona Caleo

 

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