DVG Stories

“Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”, cantava Fabrizio De André nella sua Canzone del maggio, liberamente tratta dal testo Chacun de vous est concerné, scritto da Dominique Grange proprio nel 1968. 

E se la Francia animerà la sua battaglia solo in quel celebre maggio, in Italia già dal 1 marzo si respira aria di rivolta. A Valle Giulia, davanti alla facoltà di Architettura, si consuma il primo di tanti scontri tra studenti e forze dell’ordine. Auto incendiate, striscioni, proteste: un’escalation di violenze in cui non ci sono né vincitori né vinti. E ancora il 16 marzo, quando le manifestazioni di spostano in Città Universitaria, con un gruppo del Movimento Sociale Italiano che occupa la facoltà di Legge e inizia a tirare banchi e sedie dal terrazzo.

Questi sono solo due dei tanti episodi che hanno funestato quell’anno e che raccontiamo all’interno della mostra “Il tempo di uno scatto: ’58-’68-’78”, in corso alla dolceVita Gallery. Una vera e propria full immersion in quegli anni, con materiali inediti e interattivi, per riscoprire quegli anni attraverso gli occhi di Marcello Geppetti, sempre in prima fila per catturare l’istante che più di ogni altro potesse raccontare al mondo quello che stava succedendo a Roma.

In Francia la protesta scatta a maggio e nonostante la breve durata prova a cambiare la natura del Paese. Anche qui lo scontro è tra una gioventù insoddisfatta e una politica considerata superata, non all’altezza di realizzare i sogni e le aspettative delle nuove generazioni. Le modalità sono simili: università occupate, scontri di piazza, barricate.

Oggi, a distanza di 50 anni, è ancora difficile dare un giudizio complessivo su quel periodo storico. Per questo è sempre preferibile lasciar parlare le immagini, preziosissime testimonianze di quei giorni di fuoco.

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