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Se c’è qualcuno che è riuscito ad attraversare i tempi senza lasciarsi invecchiare, quello è Renzo Arbore. Innovatore per spirito e per natura, lo showman pugliese, che oggi compie 80 anni, ha trasformato ogni progetto in una scommessa vinta. Prima la radio, poi la tv, ora anche il web – con la musica a fare sempre da collante.

Ma come si fa a restare sulla cresta dell’onda per tutti questi anni? Guardando sempre oltre. Quando gli altri si adagiavano sugli allori, Arbore metteva in discussione tutto per lanciarsi in un nuovo progetto. In principio fu “Bandiera Gialla”, in compagnia dell’amico Gianni Boncompagni, trasmissione che sfidava i tempi grazie al suo linguaggio moderno, che parlava dritto al cuore e alla testa dei giovani. Poi è stata la volta di “Per voi giovani” e “Alto gradimento”. Fino all’approdo in tv, prima con “Speciale per voi”, che metteva “sotto processo” i cantanti dell’epoca e poi con “L’altra domenica”. Ma sono gli anni ’80 a consacrare l’Arbore televisivo e a renderlo uno dei personaggi più rivoluzionari della televisione italiana. “Indietro tutta” e “Quelli della notte” sono due fiori all’occhiello della sua carriera. Tra sketch, personaggi, musiche e improvvisazioni, le due trasmissioni hanno segnato un’epoca e ancora oggi vengono citate come esempio di cambiamento del linguaggio e dei costumi televisivi.

Renzo Arbore, Dalida e Gianni Boncompagni al Piper

Arbore, però, non è mai stato egoista – ha sempre saputo che per far funzionare un programma bisogna puntare sui talenti. E lui ne ha lanciati tanti, tantissimi, da Nino Frassica a Roberto Benigni passando per Patty Pravo e Vasco Rossi. Tra i tanti esordi è impossibile dimenticare quello di Lucio Battisti. Ai tempi di “Bandiera Gialla”, infatti, il cantante era ancora confinato alla dimensione di autore e chitarrista. A mettersi davanti a un microfono non ci pensava proprio. Invece Arbore lo porta in trasmissione e gli fa cantare “Per una lira”. Il resto è storia. La consacrazione definitiva arriverà poi nel 1969, in televisione, durante una puntata di “Speciale per voi”. Era l’anno di “Dieci ragazze” e Battisti e Mogol puntavano tutto su quel brano. Ma non avevano ancora fatto i conti con il conduttore. Arbore ascolta tutto l’album e dice: “No, stasera si fa ‘Acqua azzurra, acqua chiara’”. E così fu.

Già, perché per avere successo bisogna fare un po’ di testa propria. Andare dove l’intuito ti dice di andare, senza stare troppo a sentire quello che dicono gli altri. Per non risultare antipatico, però, devi farlo con il sorriso. E in quello Arbore è un maestro. Ma ci sono studio e fatica dietro ogni spensieratezza. Far divertire il pubblico è un lavoro a tutti gli effetti – bisogna essere meticolosi, creativi e anche un po’ perfezionisti.

Il suo lato più umano Arbore l’ha riservato alle donne della sua vita. Una su tutte: Mariangela Melato. A leggerla, la loro sembra una storia d’altri tempi, un romanzo che sarebbe bello scrivere. Un amore in grado di resistere alla lontananza, di superare indenne gli anni, le incomprensioni, le tempeste. E di conservare intatta la sua bellezza.

Tra tutte le imprese compiute in questi primi 80 anni di vita, ce n’è una che rende Arbore diverso da tutti gli altri – essere diventato un personaggio mitico, pur restando profondamente umano.

 

Mariangela Melato e Renzo Arbore alla festa di Giuliano Gemma

Foto di Marcello Geppetti

 

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