DVG Stories

Londra, anni ’60. La rivoluzione femminile è alle porte, pronta a rivoluzionare i costumi delle ragazze di tutto il mondo. Gli orli delle gonne si accorciano vertiginosamente, le linee incerte disegnate con l’eye-liner si fanno più spesse, le stampe dei vestiti diventano più eccentriche. Le ragazze sono finalmente pronte a mettere in discussione le regole che la moda ha imposto fino a quel momento. E a lasciare libera la fantasia.

Intanto sulle riviste fa la sua apparizione una modella biondina, capelli corti e gambe lunghissime. Si chiama Twiggy e ha nemmeno vent’anni ha già lasciato il segno: è stata la prima a indossare una minigonna. Da quel momento in poi orde di ragazze seguiranno il suo esempio, decidendo che l’emancipazione passa anche dai centimetri di stoffa che si indossano.

Le famiglie, però, storcono il naso – il nuovo lifestyle scelto dalle loro figlie non gli va proprio giù. Così, prima di ogni uscita, si scatena una lotta nel salotto di casa. Mi spiace, ma con quella gonna lì tu non esci di casa, corri a cambiarti.

Quei genitori, però, dovevano immaginarsi che il cambiamento non lo puoi fermare. E infatti le ragazze fingono di mettere il broncio e filano in camera, ma nella borsetta nascondono l’arma segreta, il Paper Party Dress. Un vestito usa e getta, coloratissimo e dalle stampe floreali, che si poteva accorciare a proprio piacimento.

E dopo aver dato il contentino a mamma e papà, uscivano alla ricerca del primo posto utile per cambiarsi.

 

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