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Esiste un modo di fare arte che combinando materiali umili e principi base della raffigurazione fotografica è in grado di regalare a chi osserva un nuovo sguardo sulle cose. Un approccio inedito e sorprendente verso ciò che ci circonda e pensiamo di conoscere.

È il percorso che ha seguito Pierfrancesco Giordano realizzando le cianotipie raccolte per la mostra Erbacce, visitabile presso la DolceVita Gallery di via Palermo 41 dal 1 al 15 marzo in occasione della contemporanea rassegna Mese della Fotografia.  http://www.mesefotografiaroma.com/ 

Le erbacce raffigurate sono quelle raccolte ai margini delle strade di Roma, nei campi o negli interstizi tra le pietre dove nessuno cercherebbe materiale da ritrarre o da cui trarre ispirazione. Sono spesso calpestate, considerate infestanti, il segno di un degrado che circonda le costruzioni e gli ambienti dove tutto ha una dignità funzionale.

Eppure, apparentemente esaurite nel loro ciclo vitale, né rifiuto né ornamento, le erbacce in mostra rivivono diventando arte, esaltate dal blu profondo o più sfumato delle cianotipie. Proiettate su carta, le loro forme disordinate, gli ammassi di foglie e gli steli nudi vibrano in maniera del tutto nuova regalando effetti quasi sonori in una sospensione inedita nel tempo e nello spazio.

La tecnica dietro il progetto Erbacce e l’omaggio adAnna Atkins

Le immagini di Erbacce sono stampe eseguite una ad una, a mano, e sono quindi uniche. Sono ottenute applicando la tecnica delle cianotipie ideata nel 1842 da John Herschel, scienziato che contribuì molto allo sviluppo della tecnica fotografica sperimentando il fissaggio dell’immagine con diversi composti chimici. Si devono a lui, tra l’altro, i termini “fotografia”, “negativo” e “positivo”. 

Prima seccate e fissate in trasparenza, le piante sono successivamente proiettate su una carta speciale resa fotosensibile grazie a una miscela chimica stesa a mano. Il risultato sono immagini con diversi gradi di nitidezza, a seconda del tipo di carta, della densità della miscela e del tipo di pennello utilizzato. Immagini che risaltano sul blu tipico di questa tecnica e che sono per questo irripetibili. Lontanissime dagli automatismi e dalla riproducibilità del digitale.

Il progetto, volutamente sperimentale e analogico, è un omaggio ad Anna Atkins, botanica e fotografa inglese allieva di William Fox Talbot che per prima sperimentò questa tecnica ritraendo su carta fotosensibile alcune alghe. Una pioniera decisamente avanti sui tempi nel creare un nuovo linguaggio a metà tra poesia e scienza.  

Le opere in mostra

Nelle sale di DolceVita Gallery verranno proposte per la prima volta al pubblico oltre 50 cianotipie di vario formato. L’ingresso alla mostra è libero e le opere sono acquistabili.

Pierfrancesco Giordano è fotografo e insegna Tecniche della fotografia e Fotografia per i Beni Culturali presso l’Accademia di Belle Arti L’Aquila.

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